Pomezia



Pomezia si trova nell'Agro Romano e si estende a sud di Roma, con ai lati la veduta dei Castelli romani e del mar Tirreno, confinando per un largo tratto con la tenuta presidenziale di Castel Porziano. Sono rimaste poche vestigia del vecchio territorio di Pomezia, originariamente composto da vaste zone boschive (sugheri, olmi e querce), dune con vegetazione mediterranea (ginestre, pungitopo, rovi di more e fitta vegetazione di erbe) e zone paludose (due stagni litorali nei pressi di Torvajanica) tra quanto rimasto si segnalano la zona costiera delle dune tra Torvaianica e Villaggio Tognazzi e il bosco della sughereta vicino a Pomezia, divenuta ora Riserva Naturale. Le cause di questo cambiamento sono riconducibili essenzialmente all'opera di bonifica d'epoca fascista (per ciò che attiene alle zone paludose ed agricole), e una forte industrializzazione del territorio prolungatasi fino agli anni novanta grazie ai fondi per la Cassa del Mezzogiorno, nonché alla speculazione edilizia che ha devastato uno dei più bei litorali della provincia romana. Orografia Il territorio è di altitudine modesta, arrivando ad appena 135 m.s.l. a Santa Palomba, a nord-est del territorio comunale. A grandi linee, rimane sopra i 100 m.s.l. nella zona a nord est del territorio, tra i 50 – 100 m.s.l del mare nella parte centrale, per digradare rapidamente in prossimità della costa. Pomezia si trova in posizione leggermente più elevata rispetto al territorio circostante, arrivando ai 100,2 m.s.l. del mare nella p.zza del Municpio. Idrografia Sono presenti tre specchi d'acqua; il primo di circa 19.700 m² in località di Vigna di Pratica, il secondo di circa 17.500 m² in località Macchia Capretta, e il terzo, il così detto Lago delle Meraviglie, sotto il borgo di Pratica, di circa 7.300 m². Sono presenti diversi torrenti che, seguendo le linee altimetriche, scorrono da nord-est verso sud ovest. I toponimi di alcuni, sono Rio Torto, Fosso dell'Orfeo, Fosso delle Monachelle, il Fosso di Santa Procula e il Fosso di Pratica. Il clima della città è condizionato soprattutto dal mar Tirreno, la cui distanza da esso è di soli sei chilometri. Per questo le estati sono calde e umide e gli inverni sono miti e caratterizzati da numerose piogge, anche se spesso capita che correnti di aria gelida provenienti dalla Russia abbassino notevolmente le temperature portando addirittura nevicate (come nel 1971, 1985-86, 2005, 2010, 2012, 2018). Le primavere e gli autunni, invece, sono caratterizzati da alti tassi d'umidità e frequenti precipitazioni. Il nome della città deriva dal toponimo di un'antica città volsca o latina, Suessa Pometia, la cui posizione è tuttora ignota. Il nome potrebbe anche riferirsi alla "città dei pomi" (frutti) e riconnesso all'immagine della dea romana Pomona, ma questa ipotesi ricade nel campo delle paraetimologie. Pur essendo geograficamente parte dell'Agro Romano, la nascita di Pomezia fece seguito alla riqualificazione della palude pontina decisa dal governo Mussolini, con la legge di bonifica integrale del 1928, per costituire una città che facesse da collegamento tra Roma e le nuove città dell'Agro Pontino: Littoria (oggi Latina), Sabaudia, Pontinia. Originariamente, per l'istituendo comune fu previsto il nome di "Ausonia" ma già prima dell'inizio dei lavori esso fu mutato in Pomezia. Nel 1932 Pomezia si divide da Roma, formando un comune autonomo che inizialmente contava all'incirca 1300 abitanti, dopodiché iniziarono i lavori di costruzione della città e il conseguente ripopolamento. Concessionaria della costruzione fu designata l'Opera Nazionale Combattenti, che il 1º ottobre 1937 bandì un concorso urbanistico vinto dagli architetti Petrucci, Tufaroli, Paolini e Silenzi. Pochi mesi dopo, il 25 aprile 1938, fu posata la prima pietra simbolica e il 29 ottobre 1939 i primi nuovi insediamenti furono inaugurati. La popolazione consisté originariamente di famiglie coloniche: i primi arrivi, 40 nuclei, giunsero dalla Romagna nel giugno 1939; in ottobre giunse un secondo contingente e, a seguire, popolarono la zona famiglie di origine trentina provenienti dalla Bosnia. Responsabile delle assegnazioni era sempre l'Opera Nazionale Combattenti, e i poderi da questa consegnati ai coloni erano comprensivi di un casolare e di un appezzamento di terreno coltivabile. Il territorio di Pomezia subì pesantemente gli avvenimenti bellici legati alla seconda guerra mondiale, soprattutto nel periodo tra lo sbarco di Anzio (22 gennaio 1944) e la liberazione di Roma dall'occupazione nazista del successivo 4 giugno. Durante tale periodo molti furono i bombardamenti effettuati dagli Alleati, ivi compresi quelli dell'aeroporto di Pratica di Mare e della Torre del Vajanico (Torvaianica), così come molte furono le mine che i tedeschi, ritirandosi, lasciarono lungo il litorale pometino e romano. Le prime elezioni libere per nominare il sindaco del comune (che comprendeva anche il territorio di Ardea) si tennero nell'aprile del 1946. Il litorale pometino rimase relativamente sconosciuto fino ai primi anni cinquanta. L'11 aprile del 1953 salì prepotentemente alla ribalta a causa di un fatto di cronaca nera, il ritrovamento sulla spiaggia di Torvaianica del corpo senza vita di una giovane donna di 21 anni, Wilma Montesi. La vicenda, che giornalisticamente prese il nome di caso Montesi, ebbe vasta eco a livello nazionale, ma in ambito locale ebbe l'effetto di richiamare l'attenzione sul litorale che, così, divenne meta preferita della Roma bene e, in seguito, dell'edilizia abusiva. Inizialmente progettata come centro principale di una zona a vocazione agricola, nel dopoguerra Pomezia ha cambiato la sua storia diventando un importante centro industriale del Lazio, in virtù della sua vicinanza con Roma e dell'inclusione del suo territorio tra le zone beneficiarie delle politiche di sviluppo economico dell'ente Cassa per il Mezzogiorno. Pomezia fu inclusa nel territorio della Cassa nel 1955 in virtù del provvedimento Cervone-Villa. Il 6 maggio 1970 la frazione di Ardea si staccò da Pomezia per formare un comune autonomo. Il piano di sviluppo fu determinante per lo sviluppo della città; infatti se il censimento del 1951 contò 6.005 abitanti e 47 attività locali con 104 addetti, quello del 1991 (gli aiuti della Cassa per il Mezzogiorno erano terminati l'anno prima) contò 37.512 abitanti, con 537 attività per 18.943 addetti. A partire dalla fine degli anni ottanta la zona di Pomezia è stata interessata da un progressivo processo di deindustrializzazione che ha portato alla chiusura di numerose piccole e medie imprese, e di alcune grandi (p.es. la FEAL). Alcune grandi imprese, anche se non hanno abbandonato il territorio, hanno gradualmente ridimensionato la propria presenza. A fronte della crisi industriale si è registrato un progressivo sviluppo dell'economia legata al terziario e al commercio, che ha permesso alla città di consolidare la sua importanza economica in ambito regionale. A questi fenomeni economici si è aggiunto quello dell'arrivo nel territorio pometino di nuclei familiari provenienti da Roma, costituiti soprattutto da giovani coppie, anche a causa del forte incremento dei prezzi nel mercato immobiliare romano.

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